L'ottimista realista

L'ottimista realista

Ven, 15/12/2017 - 10:07
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Intervista con Heinz Peter Hager.

Nato nel 1959 a Innsbruck, Heinz Peter Hager è socio fondatore di Hager&Partners, uno studio indipendente che dal 1995 si occupa di consulenza fiscale e societaria, nelle sue sedi a Bolzano, Milano e Roma. Esperto in fiscalità, economia e finanza, è membro del collegio sindacale e dei consigli di amministrazione di diverse società italiane ed estere.

Qual è stato il percorso professionale che l’ha portata a fondare Hager&Partners?

Sono stati necessari un ottimo studio, ma anche voglia di fare e impegno. Dopo la laurea in economia aziendale a Venezia, ho svolto il praticantato a Bolzano e sono diventato dottore commercialista. Dieci anni dopo ho creato il mio studio.

Le piace il suo lavoro?

Mi è sempre piaciuto. Dico sempre che per farlo bisogna metterci intelletto, cuore e anima. Penso che sia questo che nel tempo mi ha permesso di raggiungere risultati importanti. Mi piace creare nuove opportunità di sviluppo, aiutare gli imprenditori e il territorio a crescere.

È soddisfatto della sua carriera?

Molto, sono contento perché sono riuscito ad andare oltre gli obiettivi che mi ero posto sin dall’inizio.

Quali erano i suoi obiettivi all’inizio?

I primi anni volevo solo imparare bene il mestiere di commercialista. Mi è sempre piaciuta la fiscalità internazionale, quindi mi sono specializzato in quel campo. Ho lavorato per aziende che operavano nell’import-export, con aziende straniere e imprese locali che lavorano all’estero.

C’è ancora qualche obiettivo che vuole raggiungere oggi?

Certamente. Vorrei realizzare tutti i progetti che ho in corso e svilupparne di nuovi.

C’è qualche attività lavorativa che le crea più difficoltà di altre?
Di solito non mi occupo della parte compilativa del mestiere del commercialista, quella di raccolta e trascrizione dei dati. Non è compatibile con il mio carattere, preferisco lavorare su progetti.

Quali qualità è importante avere nel suo lavoro?

La dedizione è fondamentale per imparare e migliorarsi continuamente. Io dico sempre che ogni giorno in cui non si impara qualcosa è un giorno perso. Oggi il mondo cambia ogni minuto, non ogni giorno e bisogna stare al passo e riuscire a interpretarlo. Poi ci sono altre capacità, intellettuali, comportamentali e capacità di sintesi. Il problema spesso è saper fare, non solo sapere: riuscire a mettere in pratica il sapere che hai è una cosa che si impara sul lavoro.

Lei si è sentito dotato di queste qualità sin dall’inizio?

Molto si impara con il mestiere, se c’è impegno. E’ importante non porsi mai limiti e mettersi in discussione sempre. Bisogna avere il coraggio di mettere in discussione se stessi e anche gli altri.

Qual è stata la più grande sfida del suo percorso professionale?

Ogni giorno affronto sfide importanti, ma cerco di superarle con serenità e ottimismo. Sono un ottimista realista: sono positivo ma rimango sempre coi piedi per terra. L’ottimismo da solo è rischioso.

Cosa fa quando non lavora?

Colleziono arte, leggo e passo il mio tempo con amici e famiglia. Per diciassette anni sono stato nel direttivo del Museion, adesso non lo sono più ma faccio parte dell’associazione di sostegno del museo.

Come immagina il suo futuro?

Me lo immagino molto positivo.


 

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Hager&Partners