L'innovazione è possibile solo con le aziende

L'innovazione è possibile solo con le aziende

Ven, 16/02/2018 - 09:56
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Federico Giudiceandrea è CEO della Microtec Srl. Dal 2017 è Presidente di Assoimprenditori, all’interno dell'associazione è anche Presidente del Gruppo High-Tech ed è inoltre Vice-Presidente di IDM-Alto Adige. Nell'intervista il vincitore del premio Marcus-Wallenberg parla della capacità innovativa delle imprese altoatesine.

Come definisce l'innovazione?

L'innovazione è il cuore pulsante di ogni azienda produttiva. Le imprese sono in concorrenza fra loro e si sfidano per avere successo sul mercato. Alla fine lo strumento decisivo è proprio l'innovazione. È lo strumento di sopravvivenza di ogni azienda.

Quanto innovative sono le aziende altoatesine?

La capacità di innovare delle aziende altoatesine è alta. È il fondamento che permette all'impresa di avere successo e le nostre aziende primeggiano, specialmente nell'export. La capacità di conquistare nuovi mercati dimostra quanto innovative sono le nostre imprese, anche se i numeri spesso dicono il contrario. Dalle statistiche sembrerebbe che l'Alto Adige investe poco nell'innovazione rispetto ad altre regioni, ma dai soli numeri di bilancio spesso non traspare la capacità di innovare.

In Alto Adige ci sono dei settori che trainano l'innovazione?

L'industria altoatesina è stata capace di rinnovarsi completamente negli ultimi 20-30 anni. Abbiamo sviluppato ulteriormente le nostre capacità artigianali e le abbiamo applicate all'industria. Sono così nate aziende che oggi operano in tutto il mondo. I settori in cui le nostre imprese eccellono – penso ad esempio alla lavorazione del legno, al settore alimentare, all'agricoltura, alle tecnologie alpine o alla costruzione di cabinovie - sono radicati profondamente sul nostro territorio. Le aziende altoatesine sono riuscite a perfezionare la tradizione con idee innovative, fino a creare nuovi prodotti di successo sul mercato mondiale.

Come valuta la decisione della politica di puntare sulla ricerca e sull'innovazione?

Ogni incentivo è benvenuto, ma non bisogna fare l'errore di non capire che l'innovazione è possibile solo con le aziende. Le imprese devono evolversi e devono essere radicate sul territorio. Non bisogna inseguire solo il trend di un momento, l'innovazione deve essere fortemente legata con l'azienda.

Stanno nascendo nuovi incubatori. Cosa ne pensa?

È una buona cosa, ma noi siamo convinti che si possa trasformare tutto l'Alto Adige in un grande parco tecnologico. Credo che più che concentrare tutto in un unico luogo, si debba cercare un legame forte con tutto il territorio. Se si considera l'esperienza di altri parchi tecnologici, questa connessione non sempre è riuscita. Si lavora in questa direzione, ma bisogna stare attenti a quello che viene fatto. La scienza tende spesso a isolarsi nel suo mondo. Le aziende per contro vogliono che tutto funzioni subito: per scienziati e ricercatori questo può essere pesante, ma devono capire che le imprese lavorano sotto pressione. Da parte loro, le imprese devono comprendere che certi processi sono lenti e devono avvenire in modo ordinato. Citando Edison: un'idea geniale è per l'1 per cento ispirazione e per il 99 per cento traspirazione, sudore. Significa che le idee, per avere successo, devono anche essere messe in pratica.

Per implementare l'innovazione è necessaria anche manodopera qualificata. Un grande problema?

L'università funziona come un'antenna per fare ricerca su temi che sono importanti per l'Alto Adige, ma ha anche il ruolo di formare giovani con capacità tecniche. Dobbiamo recuperare il terreno perduto per arrivare alla creazione di un percorso universitario in scienze ingegneristiche. Ora dobbiamo puntare sul dialogo con le scuole e riuscire ad appassionare i giovani alla tecnologia. Il futuro sarà tecnologico e lo saranno anche i prodotti.

Quali misure bisogna prendere per incrementare l'innovazione?

Le aziende devono essere sostenute rendendo più semplice l'attività di ricerca e sviluppo, ad esempio sotto il profilo fiscale. C'è inoltre bisogno di un collegamento sempre più forte tra ricerca e produzione, tra l'università e le imprese. L'ateneo può puntare sulla ricerca applicata, che è quella di maggiore interesse per le imprese. Qui entra in gioco anche il parco tecnologico, cui spetta l'importante ruolo di mettere in rete le imprese e gli enti di ricerca. Tramite il parco tecnologico deve essere trasmesso il sapere. Al centro della sua attività devono però esserci le esigenze delle imprese e i servizi dovranno essere di alta qualità. Se i servizi saranno eccellenti, allora le imprese saranno anche pronte a pagarli finanziando i laboratori. Insieme è possibile generare innovazione – senza però mai dimenticare che l'innovazione oggi avviene soprattutto nelle aziende.

 

Credits
Unternehmerverband Südtirol/Assoimprenditori Alto Adige