Cooperative sociali: ecco le sfide future

Cooperative sociali: ecco le sfide future

Gio, 05/04/2018 - 16:49
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Le cooperative sociali in Alto Adige rappresentano un attore sociale ed economico di grande importanza e hanno un forte potenziale innovativo.

ALTO ADIGE Le cooperative sociali rappresentano un tassello irrinunciabile nei servizi sociosanitari e nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. In Alto Adige si contano attualmente circa 220 cooperative sociali nelle quali lavorano più di 2.500 persone, di cui circa 500 persone svantaggiate, vale a dire persone che hanno trovato un’occupazione nelle cooperative nell’ambito di un progetto di integrazione lavorativa. Secondo il Legacoopbund le cooperative sociali oggi sono messe a dura prova: aumenta la pressione su di loro, accresce la burocrazia, la concorrenza per l’assegnazione degli incarichi pubblici è sempre più agguerrita e diminuiscono in genere i contributi pubblici.

Il ruolo delle cooperative sociali deve dunque essere ripensato e reinventato. In che modo la cooperazione sociale può contribuire anche in futuro alla nostra società e quali risposte può dare ai cambiamenti demografici e ai mutamenti dei bisogni sociali? Di questo e d’altro si è discusso ieri (4 aprile) nell’ambito della conferenza “Cooperative sociali 2.0”.

«Il valore che le cooperative creano grazie alla loro attività dovrebbe essere messo in risalto. Questo, ad esempio, attraverso una ricerca pubblica sulla ricaduta qualitativa e quantitativa dell’attività delle cooperative sociali sulla comunità, sulla qualità di vita delle persone svantaggiate e sul loro ambiente», ha affermato il Presidente di Legacoopbund Heini Grandi.

La realizzazione di un centro di competenza per l’innovazione sociale potrebbe dare una risposta a molte esigenze delle cooperative, ne è convinta l’assessora Martha Stocker: «Siamo interessati a sostenere un tale progetto, a patto che venga condiviso e portato avanti da tutte le centrali cooperative».

L’assessore Christian Tommasini ha ribadito, invece, la propria volontà di sostenere anche in futuro le cooperative sociali, quali importanti partner delle istituzioni pubbliche: «La giunta provinciale non può di certo dare risposta a tutti i bisogni sociali e della comunità. Qui sono chiamate in causa le cooperative, che dovranno affrontare le questioni sociali e sviluppare nuove soluzioni. Noi come giunta ci impegneremo a creare i presupposti legislativi e mettere a disposizione le risorse necessarie per rendere possibile questo percorso».

Il Presidente di Legacoopbund Heini Grandi nell’ambito della conferenza ha ricordato che le cooperative sociali preferirebbero ricevere più incarichi lavorativi anche da parte degli enti pubblici piuttosto che contributi, non rinunciando però alle attuali tutele e ad una sempre maggiore attenzione verso la qualità. Un’ulteriore tematica di cui si è parlato durante la conferenza è la possibile apertura a nuove categorie di persone svantaggiate. 

Nell’ambito della conferenza sono stati, inoltre, presentati i risultati di una nuova ricerca, svolta dalla cooperativa di innovazione sociale Sophia e commissionata da Legacoopbund. Il progressivo invecchiamento della popolazione, l’integrazione di nuovi gruppi sociali, l’inserimento lavorativo di persone con un forte bisogno di aiuto ecc. costringono le cooperative a cercare nuove soluzioni e ad allargare le proprie attività. Nuove collaborazioni con il settore profit e non-profit e un sostegno flessibile da parte di partner pubblici e privati sono di fondamentale importanza.

«Il lavoro nelle cooperative sociali è un arricchimento per tutti, non solo per le persone svantaggiate», ha ricordato Francesca Peruz, Presidente della cooperativa sociale Clab: «Si creano nuovi contatti e relazioni sociali e le persone vengono accompagnate e sostenute in diversi ambiti della loro vita».

 

 

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