Big Data: cosa sono e come possono essere utilizzati dalle aziende

Big Data: cosa sono e come possono essere utilizzati dalle aziende

Gio, 03/05/2018 - 11:15
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Un'intervista con Andreas Jedlitschka, caporeparto di Data Engineering all'Istituto Fraunhofer IESE. Lavora da 18 anni con procedure finalizzate alla raccolta, analisi e alla visualizzazione dei dati.

Cosa si intende con il termine Big Data?

Il termine Big Data comprende la grandezza, la velocità, la molteplicità, la fonte e il tipo dei dati, ma anche i benefit che si possono creare per un'impresa. Lo sviluppo dei Big Data viene incentivato dalla disponibilità economica di grandi memorie e da computer sempre più veloci e dalla crescente connessione. Con questo è nato il bisogno di raccogliere questa grande quantità di dati e di ottenere da questi una conoscenza rilevante. Accanto alle grandi multinazionali di internet, sempre più aziende di ogni grandezza si confrontano con questo tema. Particolarmente importante è rispondere alla domanda se con i dati si possono guadagnare soldi. Per rispondere a questo è necessario dedicarsi alla formulazione di una strategia d'impresa, alla definizione di un modello di business e ai passi necessari per l'implementazione, come per esempio la creazione delle competenze necessarie per il tema Data Science. Spesso nelle aziende non ci sono ancora grandi quantità di dati. In compenso ci sono domande aperte come: cosa significa la digitalizzazione per la mia azienda? Dove e come faccio i primi passi? Come posso creare con i dati raccolti un beneficio? Ovviamente bisogna anche rispondere alla domanda su come si arriva a dati rilevanti. In tutto questo è importante che le aziende elaborino una strategia su come usare i Big Data insomma una procedura orientata al risultato e verificabile per generare un beneficio dal deposito di dati.

Come si riesce?

È importante definire progetti di analisi dei dati che promettono successo. L'azienda per esempio dovrebbe pensare a un modello futuro, o anche a quello attuale, e come potrebbe essere migliorato grazie alla digitalizzazione. Dovrebbe essere formulata una strategia. Solo dopo che le prime riflessioni sono state valutate con successo si dovrebbe pensare di quali dati e in quale qualità e frequenza si ha bisogno per la realizzazione del nuovo modello di business. Facendo questo si dovrebbe essere consapevoli che la raccolta, l'interpretazione e l'analisi dei dati è un costo.

Come possono utilizzare le aziende i Big Data?

Si possono distinguere tre ambiti. In primo luogo si possono utilizzare per avere più informazioni sui clienti per poi poter fare pubblicità in modo mirato o sviluppare prodotti ed offerte personalizzate. Secondariamente si può creare, grazie alla digitalizzazione, un nuovo campo d'applicazione per i prodotti o renderli più integrabili, per esempio nel contesto dell'industria 4.0. In terzo luogo si possono ottimizzare i propri processi grazie ai dati e alle conoscenze acquisite. Qui si possono menzionare come esempi l'analisi dei punti deboli e la manutenzione preventiva.

I Big Data possono essere usati in tutti i settori?

Sì. Il profitto più grande riguarda il marketing. I dati vengono usati per fidelizzare i clienti, vengono analizzati e venduti. Possono essere anche offerti prodotti, che meglio rispondono alle esigenze dei clienti. Anche la produzione trae grandi benefici dall'uso dei Big Data, perché possono essere ottimizzate le filiere. Ma anche la medicina, le banche e le assicurazioni possono essere altri ambiti di utilizzo. Per esempio la guida autonoma è impensabile senza i Big Data.

I Big Data possono essere un valore aggiunto anche per le piccole imprese?

Per le aziende piccole è più difficile generare un valore aggiunto. Dipende da quanto è progredita la digitalizzazione in azienda. Per le piccole aziende lo sviluppo di una strategia Big Data è molto importante.

Quali sono i requisiti per poter usare i Big Data?

Le aziende non sempre sanno come procedere nella digitalizzazione, non conoscono le tecnologie più recenti, come analizzare o salvare i dati. Spesso manca anche il tempo per occuparsi di tutte queste questioni. Per questo un aiuto esterno può essere prezioso. Nell'ambito dello sviluppo di una strategia, l'azienda si renderà conto che su uno o più fronti ci saranno lacune, come per esempio per le competenze richieste. Questo può compromettere l'inizio. Nonostante ciò è necessario un piano direttivo e non bisogna mollare la presa, perché spesso è più difficile rincorrere una tendenza anziché correre insieme in modo informato.

Quali sono le più grandi sfide per le aziende?

Questo dipende dalla grandezza dell'azienda. Bisognerebbe riflettere in un core team sugli obiettivi ed il dirigente dell'azienda deve essere convinto del potenziale dei Big Data. Le imprese con un piccolo team motivato dovrebbero iniziare a lavorare in modo agile. Abbiamo già visto fallire progetti perché le strutture classiche e troppo rigide nelle organizzazioni sono state d'impedimento. In questo le piccole imprese sono avvantaggiate.

Pensando ai Big data ci sono spesso scrupoli che riguardano la privacy. Cosa ne pensa?

Quando si tratta di dati personali sono critico. Le persone devono essere consapevoli del fatto che usando i loro cellulari producono dati. Ogni applicazione sul cellulare produce dati che possono essere usati da qualcuno. Poi non è ancora chiaro, chi, dove e cosa fa con i dati. Tra poco avremo il Regolamento generale sulla protezione dei dati che avrà valenza su piano europeo. Ma cosa fare quando l'azienda si trova negli Stati Uniti? Come può essere controllato questo fenomeno con la crescente globalizzazione? Deve essere diffusa la consapevolezza che i loro dati creano profitto. È necessario un utilizzo responsabile dei dati ed ognuno dovrebbe essere libero di decidere se vuole o non far parte della Data Sharing Economy.

 

Credits
Fraunhofer IESE