Il capo del futuro

Il capo del futuro

Lun, 07/05/2018 - 15:01
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Un’intervista con Wolfgang Ronzal. È stato referente all’evento Forum dell’Alto Adige nella gestione d’impresa che viene organizzato annualmente da Staff & Line. Quest’anno i temi del convegno sono stati la motivazione dei dipendenti e la leadership.

Wolfgang Ronzal ha lavorato per oltre 30 anni per una banca. Ha iniziato come consulente per poi diventare dirigente di tutte le filiali a Vienna. Dopo tre decenni ha però deciso di mettersi in proprio e di fare il coach e consulente per clienti ed il personale.

Secondo lei è necessario un cambio di cultura nella gestione del personale?

Dato che il mondo lavorativo sta cambiando in modo veloce sono convinto che non avremo più successo con i vecchi metodi di gestione. Un tempo, ma in parte ancora oggi accade ancora che il management fa dei piani che il personale deve poi attuare. Il problema è che i piani stanno cambiando sempre più rapidamente. Per questo bisogna porsi la domanda se è ancora utile pianificare tutto.

Anziché pianificare cosa dovrebbe fare la dirigenza?

Dovrebbe parlare con i dipendenti e coinvolgerli. Se l'azienda fissa il fatturato da raggiungere allora gli impiegati si orienteranno e cercheranno a centrare l'obiettivo. In particolare se è connesso a un incentivo o quando il non conseguimento è connesso a delle sanzioni. La crescita del fatturato a ogni prezzo in futuro non sarà più possibile. Il personale non deve pensare solo ai numeri e a come raggiungerli, ma alle misure che possono contribuire al successo. Per esempio spesso i dipendenti nelle filiali sanno meglio quali prodotti vengono maggiormente richiesti. Per questo sarebbe meglio lasciare a loro la decisione di scegliere i prodotti dei quali si ha bisogno nelle filiali.

Cosa vuol dire dirigere?

Prendere sul serio i propri dipendenti, parlare con loro e portare rispetto. Inoltre bisogna motivarli affinché si appassionino al lavoro.

Come si riesce?

Si riesce grazie alle competenze sociali. Per guidare il personale si deve lavorare volentieri con le persone. Diversamente non funziona. Per esempio se la dipendente è pittrice ed inaugura una mostra, come dirigente bisognerebbe tenerne conto, augurare buona fortuna o meglio andare all'inaugurazione. Senza empatia non si avrà successo con i propri dipendenti. Molti dirigenti hanno una buona formazione, sono bravi nel pianificare, fanno delle presentazioni convincenti, ma nelle relazioni interpersonali falliscono. Se non c'è feeling tra i dipendenti e il capo questo porta automaticamente a un rendimento minore.

Si possono imparare le competenze sociali?

Sì, ma non è semplice. Se i capi sono empatici e sensibili, lo possono imparare. Anche la partecipazione a corsi di formazione può aiutare.

È più semplice dedicarsi al personale quando le aziende sono piccole?

Non dipende dalla dimensione. Il problema è che gli imprenditori non sempre sono preparati abbastanza per organizzare il personale. Molti diventano capi perché sono degli addetti eccellenti o bravi nella vendita. Secondo me purtroppo viene fatto ancora troppo poco per preparare i dirigenti alla guida del personale.

Secondo lei devono essere abbattute le gerarchie?

Non è questa la soluzione a tutto. In futuro ci sarà sicuramente più lavoro di gruppo; un team che si troverà per risolvere un problema. Probabilmente non ci saranno più le strutture gerarchiche che esistono oggi, ma ci saranno ancora dirigenti che in caso di bisogno diranno ai dipendenti chi deve fare cosa.

Il compito del capo sarà quello di delegare?

Certamente, ma dovrebbe rinunciare al potere. Per molti è ancora importante fare dei piani, avere il controllo, avere degli obiettivi e dei budget. Chi ha autorità non ha bisogno di potere. Se non ne ha dovrà ordinare.

Quali consigli vorrebbe dare ai dirigenti?

Per esempio recarsi in ufficio dal dipendete, anziché chiamarlo in ufficio, per avere un colloquio più aperto. Bisognerebbe preferire parole positive ed enfatizzare i successi raggiunti. Una volta al mese ho anche fissato un incontro con i nostri impiegati per parlare dell'errore del mese: un modo per esorcizzare la paura di sbagliare.

Quali sono i più grandi errori che un capo può fare?

La maggior parte degli errori sul posto di lavoro succedono per la mancanza di comunicazione o perché insufficiente. Molti capi arrivano troppo tardi ai colloqui con i dipendenti. Se il capo arriva sempre in ritardo anche i dipendenti probabilmente non avranno più cura nel rispettare gli orari. Molti dirigenti inoltre non si preparano durante i meeting con i loro dipendenti; anche se questo è un appuntamento importante. In fin dei conti si vuole dare stimoli e portare qualcosa avanti. Spesso viene anche sottovalutato quanto vale un semplice ringraziamento. Un grazie non ha bisogno di un budget.

Credits
Johannes Wosilat