Gli scarti della mela diventano risorse per l’industria alimentare

Gli scarti della mela diventano risorse per l’industria alimentare

Mer, 30/05/2018 - 12:29
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La scoperta dei laboratori unibz

BOLZANO Presto le imprese produttrici di alimenti potranno sfruttare sostanze naturali a buon mercato. Tutto ciò grazie al recupero di materia considerata alla stregua di rifiuto, come bucce, torsoli, semi e polpa della mela.

La ricerca del team di ricercatori dei laboratori di Scienze e Tecnologie alimentari di unibz nel Parco tecnologico NOI, guidato dal prof. Matteo Scampicchio offre all’industria del comparto alimentare nuove sostanze naturali ed affronta il problema degli sprechi di cibo, valorizzando gli scarti che altrimenti sarebbero destinati allo smaltimento, con ovvi costi collegati.

Il punto di partenza dello studio è la mela, frutto da cui dipende gran parte dell’economia agricola ed alimentare altoatesina. I ricercatori hanno sfruttato il potenziale dell’estrazione attraverso anidride carbonica supercritica per ricavare composti fenolici e antiossidanti dagli scarti della lavorazione delle mele. «I composti così ottenuti svolgono una più elevata azione antiossidante rispetto a quelli ricavati grazie a tecnologie tradizionali come la macerazione o l’estrazione tramite solvente», commenta Giovanna Ferrentino, ricercatrice dell’équipe del prof. Scampicchio.

«Il procedimento con cui abbiamo estratto i composti fenolici antiossidanti presenta il vantaggio di utilizzare anidride carbonica supercritica come solvente», spiega Matteo Scampicchio, professore alla Facoltà di Scienze e Tecnologie, «essa è incolore, inodore, non tossica, non infiammabile ed è sicura».

La ricerca è stata svolta in collaborazione con l’impresa Fructus Spa di Merano che ha fornito la materia prima per gli esperimenti di estrazione.

Credits
unibz