La mediatrice dell'innovazione

La mediatrice dell'innovazione

Mer, 27/12/2017 - 15:08
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Sandra Kainz è coordinatrice del reparto Innovazione e nuovi mercati di APA-Confartigianato Imprese della Provincia di Bolzano. Nell'intervista svela cosa le piace del suo lavoro, quali sono gli obiettivi a cui ambisce e come le aziende artigiane possono accostarsi all'innovazione.


 

Come è arrivata a ricoprire il suo ruolo?

Mi sono candidata all’APA Confartigianato imprese nel 2012, cercavano una figura per gestire il dipartimento innovazione. Io arrivavo da una laurea in economia ed esperienze in aziende private e pubbliche, in cui mi ero occupata di marketing, export e vendite, ma anche gestione di progetti e organizzazione di eventi. Oggi oltre a coordinare il reparto, mi occupo dei finanziamenti e della gestione dei progetti.

In cosa consiste il lavoro del reparto Innovazione e nuovi mercati?

L’innovazione implica sempre un cambiamento e per questo supportiamo le piccole imprese in questo processo con informazioni, consulenze mirate e mettendo a loro disposizione strumenti e servizi. Non solo, osserviamo anche lo sviluppo dei mercati al di fuori dell’Alto Adige e i megatrend che hanno effetti anche sull’economia locale.

Cosa le piace del suo lavoro?

È molto stimolante e offre tante possibilità. Dal primo giorno in cui ho iniziato a oggi, non posso certo dire di essermi annoiata: posso proporre idee sempre nuove e metterle in pratica. Ogni giorno porta con sé una sorpresa e devo dire che mi piace molto.

Che qualità sono importanti per il suo ruolo professionale?

È importante saper comunicare per trasmettere l'importanza dell’innovazione ai nostri interlocutori. Bisogna anche essere convinti del proprio lavoro e trasmettere la passione per quello che si fa, per vincere lo scetticismo a cui spesso all’inizio ci troviamo davanti. Inoltre, l’apertura mentale è necessaria perché, seguendo una sessantina di mestieri diversi, ci confrontiamo con nuove tematiche ogni giorno.

Cosa è cambiato per sua iniziativa nei servizi che APA offre alle piccole imprese?

Nei primi anni ad APA ho notato che c’era molto potenziale per sviluppare l’internazionalizzazione delle imprese e per questo ho proposto di definire servizi mirati per le esportazioni, che sono stati attivati. All’inizio gestivo da sola il reparto Innovazione, ora siamo in quattro.

Non sono molte le aziende artigiane che esportano i loro prodotti?

Sono sempre di più, anche se ancora tante agiscono per lo più nella loro valle. Alcune si muovono nei mercati vicini: Austria, Germania, Svizzera e nel resto d’Italia. Però c’è ancora molta strada da fare per accompagnare l’accesso delle aziende verso mercati più lontani.

Quali sono i suoi obiettivi professionali?

La nostra grande sfida, come reparto Innovazione e nuovi mercati, è rappresentare un vero punto di riferimento per le piccole imprese: vorremmo essere un ponte tra la ricerca e le aziende artigiane del nostro territorio e progressivamente riuscire ad avvicinare questi due mondi: sono diversi e magari farebbero fatica a capirsi senza una mediazione.

Come si fa innovazione con le aziende artigiane?

Si può fare innovazione sviluppando nuovi prodotti, oppure rivoluzionando l’offerta dei servizi. O ancora tante aziende dovrebbero ripensare la loro struttura e le modalità di guadagno.

Con quali attitudini un’azienda può accostarsi all’innovazione?

È importante che ci siano apertura mentale, propensione ai cambiamenti e l’interesse di crescere fin dall’inizio del processo.

Ci sono delle attività quotidiane che le creano difficoltà?

Mi occupo della burocrazia dei progetti finanziati con fondi europei. Siamo sempre contenti se otteniamo dei finanziamenti però va detto: tanta carta, tanta burocrazia ogni tanto pesa. Anche se fa parte del lavoro.


 

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lvh.apa