Imprese familiari: gli strumenti per garantire un corretto cambio generazionale

Imprese familiari: gli strumenti per garantire un corretto cambio generazionale

Mer, 09/05/2018 - 10:20
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Un’intervista con Franco Cesaro, fondatore e titolare dell'azienda Cesaro & Associati, impresa specializzata nella consulenza e formazione alle aziende familiari.

Franco Cesaro è il titolare dell'azienda Cesaro&Associati, impresa specializzata nella consulenza alle aziende familiari con sedi a Fumane, Padova e Trento. Dopo gli studi in economia e pedagogia e diversi anni di esperienza come responsabile commerciale in varie aziende, ha iniziato a fare il consulente per le imprese familiari negli anni '80 e con il suo studio ha supportato oltre 400 famiglie titolari d'impresa, affrontando tematiche economiche, giuridiche, ma soprattutto gestendo conflitti relazionali. Tra le aziende che hanno usufruito dei suoi servizi ve ne sono molte che hanno sede in Alto Adige. Queste probabilmente non rimarranno le uniche: dati relativi a questo problema svelano infatti che nei prossimi dieci anni 5.000 aziende altoatesine dovranno affrontare cambi generazionali. È un tema, quest’ultimo, che coinvolge le imprese di tutte le dimensioni e di tutti i settori merceologici, ma anche fornitori, clienti, consulenti e collaboratori.

Grazie anche alla sua esperienza in ambito accademico – è stato infatti per oltre dieci anni professore di Psicologia e Psicopedagogia all’Università di Verona e di Milano – pochi giorni fa Cesaro è stato uno dei relatori nell’ambito del ciclo di seminari su “Le sfide manageriali per le imprese familiari” al NOI Techpark, il ciclo di incontri con manager e specialisti di Family Business organizzato dal Centro sul Family Business Management della facoltà di Economia & Management dell’Università di Bolzano. Nell’intervista spiega quali sono gli strumenti di mediazione e perché le donne sono delle figure chiave nella mediazione familiare.

Secondo lei perché le aziende spesso non sopravvivono al passaggio da una generazione all’altra?

Innanzitutto bisogna verificare con esattezza ciò che si intende per passaggio generazionale, perché ci sono delle visioni teoriche e i dati. Ufficialmente i dati dicono che due terzi delle imprese italiane non passano la seconda generazione. Bisogna capire perché chiudono l'azienda, a causa di disaccordi, per poi aprirne due diverse. Quindi statisticamente è morta una, ma in realtà ne sono nate altre due. Le motivazioni principali per cui le aziende non passano la seconda generazione sono relazionali, non tecniche, economiche o finanziarie. C'è una convivenza generazionale che non funziona, perché ci sono visioni, valori o interessi diversi e quindi nascono conflitti che portano poi alla chiusura delle aziende e a non effettuare un corretto cambio generazionale.

Lei ha costruito il suo modello di business sulla risoluzione di questi conflitti.

Sì, sulla mediazione della diversità tra interessi diversi e conflitti e ci siamo concentrati sull'obiettivo di salvaguardare le famiglie. Il principio è che se per salvare l'azienda si rovinano le relazioni familiari, prima o poi anche l'azienda che è nata dalla famiglia avrà dei problemi. Mentre se si agisce contemporaneamente su due piani paralleli, quello della famiglia e dell'azienda, probabilmente si riesce a garantire un futuro più sereno.

Quali sono gli strumenti per mediare fra i familiari?

È una domanda complessa, perché ogni volta la problematica è diversa e anche le strade da seguire sono diverse. Noi abbiamo strutturato un metodo di lavoro che affronta quattro ambiti fondamentali in questa situazione.

Il primo ambito riguarda la famiglia che si trova di fronte a un problema di successione. Esistono delle regole legate per esempio al diritto della famiglia e al codice civile che, nel caso delle imprese familiari, hanno una complicazione perché di solito le successioni sono basate su almeno tre componenti: le proprietà immobiliari, le liquidità disponibili e le partecipazioni in impresa. Nella maggior parte dei casi le famiglie non conoscono, prima dell'evento precipitante, a priori il valore dei patrimoni e non conoscono la modalità di corretta successione. Noi cerchiamo di rendere consapevoli le famiglie della necessità di trovare un equilibrio tra gli aspetti giuridici, la sostenibilità giuridica, fiscale e finanziaria.

Il secondo lavoro che facciamo è cercare l'imprenditore, perché essere soci non vuol dire essere imprenditori. Essere imprenditori vuol dire avere sogni, amare il rischio, contrarre debiti o aver voglia di avventura. Non è avere delle quote per portare a casa gli utili. Se non troviamo l'imprenditore cerchiamo di istruirlo o creare le condizioni in modo che emerga dentro o fuori l'azienda. Va creata la responsabilità sociale che dovrebbe avere un imprenditore.

Il terzo livello tratta la gestione del potere. Essere imprenditore è una cosa, essere manager un'altra. Ci troviamo di fronte ad un problema culturale e generazionale. Tecnicamente l'imprenditore lavora a lungo termine, il manager deve portare a casa dei risultati a breve termine. Sono due visioni diverse. Il manager realizza gli utili, l'imprenditore crea il valore. Spesso nascono dei conflitti sulla gestione dell'impresa, perché il padre imprenditore e il manager figlio non si intendono fra di loro.

L'ultima parte di cui ci occupiamo è il lavoro, cioè fare in modo che ognuno faccia il lavoro per cui è portato e che lo rende felice, sennò nascono conflitti. Miriamo a creare una situazione di benessere e serenità: questo è un processo, non ci sono soluzioni facili.

Il cambiamento generazionale è difficile anche per i dipendenti?

Il cambio generazionale non riguarda solo le famiglie, ma anche i fornitori, i clienti, i consulenti e i collaboratori. Se la famiglia proprietaria affronta con serenità il suo cambio generazionale, anche tutto il sistema lo affronterà serenamente. Ci vuole un approccio sistemico, non si può vedere solo una parte.

Chi svolge il ruolo più importante nei cambi generazionali?

In questa situazione è molto importante il ruolo delle donne: sono le generatrici, le persone in grado di costruire reti di relazioni, quindi le vere mediatrici che tutelano l'interesse di tutti. La figura della donna nel cambio generazionale è fondamentale, sia in impresa che in famiglia. Bisogna conoscere bene le donne per far bene il mestiere.

 

Credits
Cesaro & Associati/Elettra Bertucco