terraXcube, ecco la “camera delle meraviglie”

terraXcube, ecco la “camera delle meraviglie”

Ven, 30/11/2018 - 16:49
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Inaugurato stamattina il piccolo gioiello dell’EURAC Research. In grado di riprodurre le condizioni climatiche più dure, fungerà da area di testing, ricerca e training per scienziati e aziende.

Dopo ben otto anni di ideazione, progettazione e sviluppo, l’istituto di ricerca dell’Alto Adige ha inaugurato stamattina (30 novembre) la sua “camera dei miracoli”. Si tratta di terraXcube, un ambiente unico al mondo in cui sarà possibile simulare qualsiasi tipo di situazione climatica, dai 9000 metri del monte Everest fino ai 60°C del deserto del Sahara.

Costata circa 7 milioni di euro, l’infrastruttura inaugurata al NOI Techpark si sviluppa su una superficie di 1.240 metri, e comprende due aree di sperimentazione. All’interno del “Large Cube”, una stanza di 237 m² in cui sarà possibile regolare parametri quali la temperatura (da -40°C a + 60°C), l’umidità (10~100%), la pressione, la concentrazione di ossigeno e la velocità del vento (fino a 30 m/s), ricreando inoltre eventi atmosferici quali pioggia (60 mm/h) e neve (50 mm/h). Esso potrà ospitare fino a 15 ricercatori per un periodo massimo di 45 giorni. Al piano interrato, lo “Small Cube” – composto da quattro scomparti distinti di circa 3 m³ l’uno – offrirà un ambiente di sperimentazione composito, con parametri lievemente più contenuti.

Una “macchina del tempo e dello spazio”, come l’ha definita il presidente di EURAC Research Roland Psenner, che costituirà una risorsa preziosissima per molteplici esperimenti in ambito medico, ecologico e industriale. “Grazie ai suoi 360 metri cubi, il Large Cube può ospitare anche grandi mezzi”, ha spiegato Stephan Ortner, direttore dell’EURAC. “Finora i produttori altoatesini dovevano svolgere test simili all’estero, con grosso dispendio economico e organizzativo. Ora possiamo creare le condizioni per test ad alto livello qui al NOI Techpark”. E sono già 24 le aziende che hanno espresso il loro interesse nei confronti della struttura: Technoalpin e Prinoth stanno già progettando i loro test. Terminati gli ultimi controlli, con il nuovo anno il terraXcube verrà finalmente messo a disposizione dell’industria e dei ricercatori.

Credits
EURAC Research